COIMBRA - «Nessun dorma». Sergio Mattarella attinge alla celeberrima aria della Turandot di Puccini, intonata poco prima da un tenore sul palco del Convento di San Francesco, per spronare l’Europa a svegliarsi. L’Unione non è «una costruzione nata “sottovuoto”». La capacità di adattamento a cambiamenti anche drammatici è da sempre la sua forza e la «grave» crisi che sta attraversando, accresciuta da «diversi shock esogeni», deve diventare il «motore» della rinascita. È il concetto attorno al quale il capo dello Stato ha costruito il suo intervento alla XVIII edizione del Cotec, il simposio Italia—Spagna—Portogallo che quest’anno si tiene a Coimbra. Nella città portoghese famosa per l’antichissima università Mattarella è arrivato martedì sull’aereo di Stato, in tandem con Mario Draghi. Nelle tre ore di volo i due presidenti hanno parlato fitto, hanno sviscerato tutti i fronti di crisi e trovato una forte sintonia sull’analisi dei problemi e sulle ricette per riscuotere l’Europa dal letargo.