Il potente discorso di Mario Draghi di fronte all’attenta platea di banchieri ed imprenditori riuniti al Forum Cotec a Coimbra ha tolto ogni illusione a chi tutt’oggi ritiene che posporre ogni decisione sia la strategia vincente per questa Europa così frammentata e litigiosa. In piena sintonia con il Presidente Mattarella, Draghi ha scandito ben chiaro che da questa situazione, creata dalla volontà di Trump di abbandonare ogni multilateralismo per percorrere in solitudine la via del conflitto generalizzato, non si torna indietro. È quindi questo il momento delle decisioni: di fronte ad esse nessuno può farsi trovare addormentato - come ha enfatizzato il nostro Capo dello Stato - e nessuno può tenere i piedi in due o più staffe.
Non a caso Draghi e Mattarella hanno scelto il palco di Cotec per lanciare un messaggio così netto: COoperacion TECnologica è la fondazione lanciata in Spagna 30 anni fa d’allora Re di Spagna Juan Carlos - poi replicata in Italia e Portogallo - per accelerare l’innovazione e la cooperazione fra banche, imprese ed istituzioni pubbliche nelle aree in ritardo del Sud Europa. Oggi, mentre si stringe il patto tra Francia, Germania e Polonia, lo spazio per i paesi del Sud Europa rischia di chiudersi. Italia, Spagna e Portogallo si trovano stretti da un lato dalla scelta di Trump di erigere dazi alle importazioni - che colpisce soprattutto chi ha puntato la propria crescita sulle esportazioni- e dall’altro dal rischio che i paesi del Nord Europa decidano di giocare in proprio il loro peso strategico, quindi fuori dal contesto Comunitario.









