Il racconto epico prosegue: "Tutti ci siamo chiesti, come ci sarà arrivato Francesco Acerbi, un difensore, nell'ultimo posto al mondo in cui ti aspetteresti di trovare un difensore? Invece c'è lui nell'area di rigore del Barcellona all'ultimo minuto di una partita praticamente perduta". Gramellini ricorda il rapporto complicato con il padre e la morte del genitore con la conseguente crisi personale di Acerbi. "Francesco sprofonda nella depressione finché un giorno scopre, per puro caso, durante un controllo di routine, di avere un tumore. Ai testicoli". Da lì, la lotta con la malattia e la rinascita personale e sportiva: "Un altro si consiglierebbe con amici, parenti, la moglie, l'agente. Lui no, ne parla con lo psicologo. Che gli dice: 'Francesco, se vuoi chiudere davvero il cerchio con tuo padre, vai a giocare nella sua squadra del cuore'. E così il milanista Acerbi diventa interista in memoria di un padre che non c'è più ma che in fondo c'è ancora e secondo me c'era anche martedì sera nascosto da qualche parte tra i tifosi dell'Inter".