Vecchi diari scritti a mano, telefonini nuovi e datati, pennette usb e hard disk. E ancora alcuni oggetti restituiti dall’acqua, tra cui un martello, durante le perlustrazioni della roggia dove sarebbe stata gettata l’arma del delitto. Sono le risultanze investigative di un’operazione senza precedenti, una serie di perquisizioni simultanee per riscrivere, dopo diciott’anni, la verità sul delitto di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007, per il cui assassinio è stato condannato il fidanzato Alberto Stasi. Ieri la Procura di Pavia, che ha iscritto nel registro degli indagati Andrea Sempio per omicidio in concorso con altre persone, ha disposto il blitz nella casa di Voghera dove vive Sempio, nella villetta dei suoi genitori a Garlasco e nelle abitazioni di altri due ragazzi della stessa comitiva di Marco Poggi, ossia Roberto Freddi e Mattia Capra. Amici di nuovo riuniti, dopo quasi due decenni, nelle trame dell’inchiesta dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, agli ordini del colonnello Antonio Coppola, che dal 2023 portano avanti l’attività di indagine che ha consentito di collegare il Dna di Sempio con quello trovato sulle unghie della vittima e di allargare gli approfondimenti ai ragazzi della comitiva, non indagati ma attenzionati per alcune incongruenze nelle testimonianze dell’epoca.