Giovanni Toti “non parteciperà” alle prossime Regionali in Liguria. L’ammissione è quasi nascosta nella nota con cui l’avvocato del governatore, Stefano Savi, ha illustrato i motivi della richiesta di revoca della misura cautelare per il suo assistito, ai domiciliari dal 7 maggio con l’accusa di corruzione. Poiché Toti non si ricandiderà, scrive Savi, “non è concreto” il rischio di reiterazione del reato che gli viene contestato, cioè aver ricevuto finanziamenti elettorali in cambio dell’interessamento alle pratiche riguardanti alcuni imprenditori. In realtà il fatto che il presidente uscente non si ripresenti alla corsa del 2025 sarebbe una non-notizia: la legge quadro del 2004, attuativa dell’articolo 122 della Costituzione, prevede infatti come principio fondamentale la “non immediata rieleggibilità” dei governatori dopo il secondo mandato consecutivo. Eppure l’affermazione del legale indica che Toti ha rinunciato a una sua battaglia di lungo corso: il superamento del limite, o comunque una sua interpretazione tale da consentirgli di correre per la terza volta in Liguria.

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