Dietro la corsa dell’export italiano c’è (anche) un ministero degli Esteri che, grazie a una riforma sostanziale (e probabilmente culturale) scattata all’inizio dell’anno, affianca sempre più le aziende che guardano ai mercati internazionali. «Le nostre ambasciate non devono essere un luogo dove si fanno ricevimenti con tartine e dolcetti, ma luoghi operativi da dove prende il via un’azione a sostegno di tutte le imprese. Nessuna azienda italiana che guarda alle opportunità all’estero può e deve essere lasciata sola».