Nessuna persona con qualche responsabilità pubblica può non dirsi woke oggi. La consapevolezza che segna il passaggio da woke 1 e woke 2 è che nessuno può permettersi di ignorare la minoranza più grossa, quella che non ha colore ma spesso vince alle urne. Se non ci si vuole limitare a un semplice “rebranding”, bisognerà pensare un’inclusività non escludente