Il mea culpa sugli eccessi del politicamente corretto non vuol dire rinunciare ai diritti, semmai tornare a difenderle in altro modo; adesso tocca al mondo Maga, e a chi in Italia si è accodato, liberarsi del suo conformismo conservatore e dell’ossessione identitaria

Dopo Conte parte la (conveniente) retromarcia progressista. L’ex presidente della Camera prova persino a minimizzare: “In Italia meno radicali che negli Usa”

Il mea culpa sugli eccessi del politicamente corretto non vuol dire rinunciare ai diritti, semmai tornare a difenderle in altro modo; adesso tocca al mondo Maga, e a chi in Italia…