Le reazioni e la tutela politica attorno al caso di Sigfrido Ranucci evidenziano un palese doppio standard. Se un conduttore di destra fosse stato coinvolto in vicende analoghe o avesse rivelato ambizioni politiche, l'opposizione ne avrebbe preteso le dimissioni immediate, invocando controlli sui compensi e sbandierando minacce alla libertà d'informazione. Quando ad essere interessato è un volto benvisto dalla sinistra, la protesta cede il passo al garantismo e alla difesa d'ufficio. Il commento di Alessandro Gonzato

L’intervista era stata lanciata sui social di Report con un titolo suggestivo: «Spiare i giornalisti non è una novità». Il sottotito...

Anche una parte della redazione di Report chiede un cambio. Comitato etico, c’è il dossier