di Giacomo Amadorigiovedì 13 agosto 20267' di letturaL’intervista era stata lanciata sui social di Report con un titolo suggestivo: «Spiare i giornalisti non è una novità». Il sottotitolo non scritto era che pure Sigfrido Ranucci era intercettato, sebbene non fosse chiaro da chi. A sostenerlo un ex controverso informatore del Sisde, Marco Bernardini, pluripregiudicato per i reati di diffamazione, associazione per delinquere, corruzione, accesso abusivo, utilizzazione di segreti d’ufficio e divulgazione di notizie di cui è vietata la diffusione. Il conduttore, in trasmissione, aveva inserito l’intervista a Bernardini (mandata in onda senza presentazione) tra il servizio sul cantiere navale Vittoria di Adria (secondo il giornalista uno dei possibili moventi dell’attentato ai propri danni) e un altro sulla Ong Mediterranea, i cui responsabili sono stati intercettati dai nostri servizi segreti per il supposto favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.Era il 16 novembre 2025 e l’ordigno era esploso esattamente un mese prima. Bernardini aveva raccontato ciò che Ranucci sospettava e che gli avrebbe chiesto di verificare (così ha dichiarato Bernardini in Procura), vale a dire che era intercettato illegalmente. «Ranucci è uno che gira come una trottola. Come fai a sapere che quel giorno a quell’ora lui arriva a casa? Questa è la domanda» aveva dichiarato l’ex fonte dei servizi segreti con l’inviato Luca Chianca. E subito dopo si era dato la risposta: «Io sono convinto che gli hanno hackerato il telefono, gli hanno messo una cosa dentro il telefono, per cui non solo l’hanno craccato con il Gps gli spostamenti che faceva».Chianca domanda: «Quindi viene ascoltato Sigfrido Ranucci?». Risposta di Bernardini: «Secondo me sì». Per avvalorare la credibilità del testimone il giornalista di Report spiega che Bernardini «è stato per 12 anni un agente del Sisde, il nostro ex servizio segreto civile». Un’affermazione che pone dei dubbi sull’accuratezza delle indagini di Report, dal momento che non risulta che Bernardini sia stato mai assunto al Sisde, di cui era un collaboratore esterno, specializzato come infiltrato all’interno del mondo antagonista e della sinistra. Ma evidentemente le parole di Bernardini erano utili a un certo tipo di narrazione e per questo sono state appiccicate tra un servizio e un altro, senza presentazione e senza un titolo proprio, se non sui social.Ranucci, Lavitola: "Sono io il mandante dell'attentato, perché l'ho fatto"Nel corso dell'interrogatorio di garanzia, durato oltre 5 ore, Valter Lavitola ha ammesso "di essere il mandant...IN PROCURA PER CONTO DI SIGFRIDO