Per gli italiani il caffè “corretto”, con una goccia di grappa o di sambuca, racconta un’abitudine antica che oggi, però, rischia di assumere un significato decisamente meno rassicurante. Un rapporto internazionale, Poison in Your Coffee, firmato da quattro organizzazioni indipendenti, fotografa una filiera molto meno aromatica di quanto immaginiamo. Secondo gli autori, il caffè è tra le colture che fanno più ricorso agli agrofarmaci. Sono 159 i principi attivi autorizzati nei principali Paesi produttori e circa il 60% di essi è vietato nell’Ue perché ritenuto troppo pericoloso per la salute umana o per gli ecosistemi.