Parole astratte, frasi lunghe, poca punteggiatura e retorica prefabbricata: così scrivono i modelli AI, ma ogni nuova versione cambia questi tratti, secondo uno studio dell'Economist. Ciò che resta salva è una differenza con il linguaggio umano e dovremo imparare a tutelarla. Come autori e come lettori assieme

Le triplette di aggettivi nei testi generati dall’IA sono un falso indizio. Quella delle macchine digitali è un’industria culturale che ripete soltanto quello che gli spettatori…

Fino a che punto arrancheremo per star dietro all’AI? Dai romanzi fabbricati dall’intelligenza artificiale alle firme inventate sui social, la nuova concorrenza delle macchine non…