C’è un’espressione che sta entrando nel vocabolario degli economisti quasi quanto quella di inflazione da domanda o inflazione da costi: si chiama climaflation, e descrive l’aumento dei prezzi provocato non da un eccesso di consumi o da politiche monetarie espansive ma da un clima sempre più instabile che colpisce i raccolti prima ancora che gli scaffali dei supermercati. Il tema è uscito dai convegni scientifici per entrare nelle sale in cui si decidono i tassi di interesse: a fine luglio la presidente della Bce Christine Lagarde ha dichiarato che gli eventi climatici estremi potrebbero far salire i prezzi alimentari, sottolineando come questi effetti debbano ormai pesare nelle stime e nelle valutazioni della banca centrale sull’andamento dell’inflazione nell’area euro.