Dal mercato del lavoro continuano ad arrivare numeri positivi. Gli ultimi riguardano il mese di giugno con 131mila occupati in più rispetto al 2025. Tutto bene dunque? Non proprio visto che si tratta quasi esclusivamente di ultracinquantenni (+318mila). Tra i 15-24 enni e i 35-49enni gli occupati diminuiscono - rispettivamente di 55mila e 205mila - e nel contempo aumentano gli inattivi (+1,5 per cento), cioè coloro che un impiego neanche la cercano. Insomma, stiamo osservando una «staffetta generazionale» - termine caro al vicepremier Matteo Salvini - al contrario: gli anziani restano al lavoro mentre i giovani ne escono.