Davanti a me ci sono quattro o cinque persone. Li fisso, mi fissano. Si rivolgono a me come alla buona selvaggia del centro di una città morta: «Noi qui stiamo facendo un’esperienza». Improvvisamente ci capiamo, ci parliamo. Umani come me. «E quale esperienza sarebbe?». «Come quale sarebbe!? È chiaro, essere te!»