La critica alla morte a debito arriva dagli intellò progressisti atterriti dagli “anziani sacrificati al Pil”. Da Luc Ferry a Dominique Reynié, da Didier Sicard ad Alain Minc fino a Michel Houellebecq: il timore è che lo stato sociale lasci il posto a uno stato che, in nome dell'autonomia individuale, finisca per rendere la morte una risposta alla fragilità