Diciotto anni. Tanto è durata l’attesa, la polemica, la resistenza al muro di gomma di una direttiva europea che, volenti o nolenti, dal 2027 diventerà la nuova realtà delle nostre spiagge. Le aste per le concessioni balneari sono finalmente al dunque, e se da un lato è legittimo interrogarsi su quanto questo strumento tuteli davvero la peculiarità italiana del "bagno" – quel modello che ha fatto la fortuna turistica di Romagna, Marche e Toscana – dall'altro è doveroso guardarsi allo specchio