Nei tre mesi di campagna elettorale che condurranno il Paese al voto per la prima volta dal 7 ottobre, il premier vuole scommettere ancora una volta sulla domanda securitaria dell'elettorato. Ma l'incertezza sull'Iran, i recenti alti e bassi con gli Usa e la crescita nei sondaggi di Eisenkot, ex capo di Stato maggiore, rappresentano pesanti incognite per la sua strategia

A ottobre il voto storico che deciderà il destino e la tenuta democratica dello Stato ebraico

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