Una inesauribile miniera di tesori. Un volume che è la perfetta chiave di accesso per la città labirinto, per le innumerevoli anime inafferrabili di Napoli, con la costante consapevolezza che non si può imbrigliarla e darne una rappresentazione definitiva. Non esiste la parola che possa squadrare da ogni lato l’animo informe di Napoli, non si può avere questa presunzione: si cadrebbe in un errore mortale, si peccherebbe di ingenuità, per non parlare di superficialità. E questo già lo aveva compreso Fabrizia Ramondino con Andreas Müller, realizzando quel magistrale monumento qual è Dadapolis, il caleidoscopio napoletano, immagine perfetta per definire il continuo mutare delle rappresentazioni, dei racconti, delle visioni della città.