In politica vale una regola non scritta: se si apre un vuoto, qualcuno lo riempie. A Milano, da qualche anno, quel vuoto è di pensiero. L’accentramento del potere amministrativo nelle mani del Sindaco, l’esautoramento del Consiglio comunale e dei Municipi, il potere di condizionamento dei grandi interessi privati hanno prosciugato l’elaborazione e l’ambizione politica che i partiti faticano a rimpiazzare.