C’è la prima prova ufficiale e scientifica della presenza dello Sciacallo dorato (il Canis aureus) nel Parco fluviale Gesso e Stura. L’esemplare è stato ripreso dalle fototrappole del Parco e si tratta della prima documentazione certa in provincia di Cuneo di «una specie elusiva, innocua per l'uomo e preziosa per l'ecosistema». «La conferma – spiegano dal Comune – è arrivata al termine di un vero lavoro di squadra sul campo. A fine maggio, a seguito della prima segnalazione visiva da parte del naturalista Alessio Ferrari nei dintorni di Cuneo, si sono attivati i ricercatori del Parco, il naturalista Dario Olivero e Chantal Marchisio, tesista e laureanda in Scienze Naturali all'Università di Torino, che hanno posizionato le fototrappole in punti strategici. Lo sforzo ha premiato i ricercatori e due filmati nitidi non lasciano spazio a dubbi». L’identificazione ufficiale è stata convalidata dal dottor Luca Lapini, massimo esperto della specie in Italia, e dalla dottoressa Elisa Avanzinelli del Centro Grandi Carnivori (Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime). Non è aggressivo per l’uomo E ancora: «La presenza di questa specie nel Parco fluviale Gesso e Stura, finora mai segnalata con certezza in provincia di Cuneo, rappresenta un nuovo dato della sua espansione verso Ovest. Altre osservazioni visive, quindi non documentate fotograficamente, sembrano essere riferibili a questa specie che viene spesso ignorata o non riconosciuta perché confusa con un piccolo lupo, una grande volpe o un cane. In realtà, si tratta di un canide di medie dimensioni, tra 12 e 15 kg, con muso più corto rispetto al lupo e dimensioni nettamente minori. Il mantello invernale è fulvo-rossastro con sfumature grigiastre, mentre d’estate ha un manto più corto e marrone-dorato. Ha una macchia chiara sotto la gola. A differenza dello sciacallo, la volpe ha una coda con punta bianca abbastanza lunga da toccare terra. Molto elusivo e schivo, lo sciacallo dorato non è assolutamente aggressivo per l’uomo o per gli animali domestici e dove è presente tende a passare quasi inosservato. Forma piccoli gruppi famigliari composti dai genitori e dai figli degli ultimi uno-due anni. Si tratta di una specie che si nutre principalmente di erbivori debilitati, malati, anziani, o piccole prede come ratti, lepri, roditori, uccelli. Ma soprattutto è un opportunista che approfitta di molte fonti di cibo occasionale, come rifiuti abbandonati». L’animale popola il territorio dell’Asia e dell’ Europa centrale e orientale, ma di recente ha manifestato una forte espansione verso occidente, che «per una volta non sembra legata ai cambiamenti climatici, ma piuttosto a una sua naturale dinamica di popolazione». L’appello del Parco Fluviale per le segnalazioni Anche se per la validazione scientifica rimangono indispensabili foto o video, il Parco fluviale Gesso e Stura invita i cittadini, i camminatori e gli appassionati a segnalare eventuali avvistamenti sospetti. Ogni informazione sarà utile ai ricercatori per tracciare e comprendere i futuri spostamenti di questo affascinante animale sul nostro territorio.

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