«Eheu fugaces, Postume, Postume,/labuntur anni» (Ahimè, fuggono, Postumo, Postumo, gli anni). Così il poeta latino Orazio, erede della sensibilità greca, cantava la caducità della vita e il fluire inesorabile del tempo verso il declino. Per i Greci e per i Romani, l’età dell’oro era alle spalle: il meglio era già stato, e la storia umana […]