C’è un’altra Coppa del mondo di calcio. E si gioca per ricominciare a vivere. Così il pallone diventa uno strumento di inclusione, costruisce percorsi di riscatto, crea legami, opportunità e fiducia per migliaia di persone ai margini della società: «Non sappiamo mai quanto bene farà, in futuro, una persona a cui viene data una seconda possibilità». Un movimento oggi presente in 75 paesi che ricorda la funzione più elementare dello sport: non produrre campioni, ma restituire dignità