Mentre il Parlamento introduceva il reato di femminicidio, decine di penaliste (accademiche) firmarono un appello per dire: fermiamoci, saranno pasticci, questo è populismo. La cosa durò, sui giornali, lo spazio di un titolo controcorrente. Che fine hanno fatto? Saranno mica diventate, nel frattempo, amiche di quel Vannacci che la spara ogni giorno più grossa? Certo che no. Ecco Valeria Torre, università di Foggia: «Questo reato è fumo negli occhi. Non inciderà sul numero dei casi, e non agisce sul contesto, su un sistema distorto per cui le donne sono svantaggiate ovunque, sul lavoro, in politica, a casa».