A chi vuol capire quali sarebbero le difficoltà di un accordo elettorale tra Meloni e Vannacci, sarebbe bastato ascoltare a Montecitorio l’intervento in aula di Rossano Sasso, un passato nella “Lega per Salvini premier” e nel governo Draghi fino alle ultime elezioni come sottosegretario, di recente confluito nel Gruppo misto e poi di lì nella formazione del generale, di cui è diventato uno degli alfieri. Sasso ha accusato apertamente il governo Meloni di aver favorito nell’assegnazione delle case popolari gli extracomunitari contro gli aventi diritto italiani. Ha invitato paradossalmente a guardare i citofoni che sarebbero “pieni di Abdul e Omar”, a discapito, sia dei connazionali che convivrebbero con i musulmani, sia di quelli che sarebbero rimasti senza tetto. Ed anche se si è guardato bene dal precisare dove questo sarebbe accaduto, ed è stato per questo contestato più volte dai parlamentari di Fratelli d’Italia, è servito per capire di che tenore potrebbe essere la prossima campagna elettorale in caso di destra divisa e Vannacci in corsa solitaria sulle parole d’ordine della “Destra autentica”.

Meloni risponde sul caso Vannacci e lancia una frecciata a Renzi: "Era troppo occupato a fare campagna per lui"

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