«È paradossale: siamo tra i maggiori importatori europei, ma la tracciabilità resta un buco nero e nessuno vigila sul fatto che la normativa comunitaria applicabile dal 2021 per contrastare i cosiddetti “metalli e minerali provenienti da zone di conflitto” venga applicata», spiegano dall’associazione ambientalista. Ma il ministero di Urso giustifica così i ritardi nei controlli: «Impedimenti di natura amministrativa»

La denuncia di Greenpeace: «Il metallo più pregiato viene estratto senza regole e poi "ripulito". A pagarne il prezzo sono le comunità indigene, sfruttate e dimenticate. Il nostro…

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