(Alias Domenica) Nella stagione in cui pullula l’altra metà dell’avanguardia non si è pensato, finora, di riconsiderare una figura singolarissima come Suzanne Roger, che sconta storicamente una doppia esclusione: da un lato per il motivo di genere, dall’altro in quanto parte di un consesso dimenticato, la seconda generazione degli artisti-Kahnweiler, coloro, cioè, su cui puntò, fra le