Ogni ondata di proteste in Iran ha eroso la legittimità del regime senza abbatterlo, lasciando un apparato repressivo più raffinato e una sorveglianza digitale sempre più pervasiva. Ora gli oppositori dentro e fuori dal Paese rimangono divisi e senza una guida

Pedde (Igs): la situazione è peggiorata con le sanzioni e il blocco navale Usa. “La diaspora invocava il figlio dello Scià, ma il futuro si decide a Teheran”

Il regime prova a tenere insieme forza militare, mobilitazione popolare e negoziato internazionale. Ma dietro la narrazione della resilienza restano aperte le due grandi fragilità…