Giovedì 11 giugno i dipendenti della presidenza del Consiglio sono in sciopero per protestare contro il dimezzamento dei giorni in cui è consentito lavorare da remoto, che sono passati da 104 a 52 all’anno (quindi da due a settimana a uno a settimana), e contro le cattive condizioni in cui si trovano alcuni dei palazzi in cui lavorano. Lo sciopero è stato indetto da quattro sindacati del pubblico impiego (Snaprecom, Usb, Flp e Sipre) e riguarda gli oltre 3mila dipendenti a tempo indeterminato della presidenza, fra funzionari, personale amministrativo e impiegati, divisi in una ventina di palazzi a Roma (fra cui Palazzo Chigi, sede del governo).

Quattro sindacati hanno proclamato la mobilitazione contro il dimezzamento dei giorni in cui è concesso il lavoro agile per i lavoratori della presidenza del Consiglio

Giovedì 11 giugno i dipendenti della presidenza del Consiglio sono in sciopero per protestare contro il dimezzamento dei giorni in cui è consentito lavorare da remoto, che sono…

Giovedì 11 giugno i dipendenti della presidenza del Consiglio sono stati in sciopero per protestare contro il dimezzamento dei giorni in cui è consentito lavorare da remoto, che…

Una direttiva di aprile ha ridotto i giorni di smart working da 104 a 52. I sindacati contestano la scelta: «Ingiustificata»