Quattro sindacati hanno proclamato la mobilitazione contro il dimezzamento dei giorni in cui è concesso il lavoro agile per i lavoratori della presidenza del Consiglio
Proprio mentre Giorgia Meloni è impegnata alla Camera e al Senato per riferire sulle strategie del governo in vista del Consiglio europeo del 18-19 giugno, a Palazzo Chigi gli uffici rischiano di svuotarsi. Oggi, giovedì 11 giugno, è il giorno dello sciopero dei dipendenti della presidenza del Consiglio. Quattro sindacati del pubblico impiego – Snaprecom, Usb, Flp e Sipre – hanno proclamato uno stop di una giornata intera per protestare contro il dimezzamento dei giorni in cui è consentito lavorare da remoto.
Dimezzati i giorni di lavoro agile
Complessivamente, sono circa 3.500 i dipendenti a tempo indeterminato che lavorano per la presidenza del Consiglio, tra personale amministrativo, impiegatizio e non solo. In una lettera dello scorso aprile, Carlo Deodato, segretario generale a Palazzo Chigi, ha affermato che i dipendenti dovrebbero essere più presenti in ufficio, vista la «complessità dei compiti» che sono chiamati a svolgere. Con questa giustificazioni, i giorni di smart working sono stati dimezzati, passando da 104 agli attuali 52.







