Per un istante si vede la bandiera russa a Parigi ed è insieme un gesto proibito e logico, a prescindere dall’effetto che fa. Non esiste sport senza rappresentanza: ogni professionista gioca per una squadra, una nazionale, una comunità, un Paese e Mirra Andreeva vince il Roland Garros a 19 anni inequivocabilmente da russa, anche se l’unico colore che la definisce è il rosa. Ammettere con il divieto di associazione è solo una delle tante ipocrisie a cui ci siamo abituati.