(Cultura) All’ingresso del romanzo c’è un’epigrafe da Le città invisibili, un passo celeberrimo in cui Italo Calvino, ex comunista e maestro di disincanto, invita a rendere più umano e abitabile il nostro spazio sociale cominciando dai fatti più concreti e immediati del nostro essere al mondo e ciò, si immagina il lettore, nel «cercare e saper