Talento del giornalismo, due volte arrestato dai fascisti (che gli fecero perdere il lavoro), divenne direttore del «Corriere» il 25 aprile 1945: e portò il giornale - contro il parere dei proprietari, i fratelli Crespi - su posizioni repubblicane. Riuscendo a «spostare» parte dell'opinione pubblica moderata, determinante per l'esito referendario