(Visioni) Ho incontrato Giovanna Marini per la prima volta attorno alla metà degli anni ’70, alla fine di un concerto dalle parti di Bologna. Già allora faceva canzoni di protesta diverse dagli altri. Raccontava per metafore, ricordava bluesmen come il grande Leadbelly, ma anche vecchi gospel e ballate «assassine» citate da Dylan per narrare un'America violenta