La trappola di Tucidide è diventata l’equivalente geopolitico della hit dell’estate: un tormentone che si incolla in testa anche quando non vuoi. Il ritornello è facile da imparare e va di moda da 2500 anni: quando una potenza emergente sfida quella dominante, la storia tende a finire in guerra — quasi sempre vinta dal nuovo arrivato. A riportare in auge il grande classico strategico è stato proprio Xi Jinping nell’incontro con l’amico Donald a Pechino. Ora ne parlano tutti. Editorialisti, think tank, strateghi da podcast e talk show con tanto di planisferi e classicisti pescati all’ultimo minuto. Il motivetto, del resto, è di quelli irresistibili: Cina splendida potenza in ascesa, Stati Uniti impero decadente e agonizzante, scontro inevitabile, finale già scritto. Sipario. Tucidide ringrazia e torna a rivoltarsi nella tomba. Perché non è che tutti abbiano davvero colto le implicazioni della citazione.