La scena che Leo ricorda più nitidamente non è un insulto gridato per strada né un’aggressione fisica: è un tavolo apparecchiato da cui lui veniva escluso e destinato all’invisibilità. Secondo Arcigay, nel 2026 in Italia l’odio contro le persone Lgbtqia+ è diventato un fenomeno strutturale e diffuso. «Essere un ragazzo gay femminile non è una provocazione e non è solo estetica: è un atto quotidiano di resistenza e autenticità»