Gabriele Segre ha scritto un libro difficile da definire ma che parte da una domanda semplicissima: “come stai?”. La sua diagnosi sul nostro tempo e su questo Occidente è scabrosa: politica ridotta a tecnica, paure e disuguaglianze hanno svuotato il futuro. Per tornare a un pensiero collettivo, l’unica risorsa è sperare