Carlo Tavecchio scherzando (ma non troppo) diceva sempre: “La riforma dei campionati, la madre di tutte le riforme, ma purtroppo non si trova il padre...”. Vero, non c'è stato niente da fare: 100 club professionistici (20 in A, 20 in B e 60 in C) sono una anomalia-follia tipicamente italiana. Non c'era riuscito Tavecchio. Ci aveva provato per un po' e poi si era arreso Gabriele Gravina. Veti e controveti, interessi di parte, visioni miopi, pressioni da tutte le parti. Ora tocca al prossimo inquilino di via Allegri tentare l'impresa.