WARPTECHNEWS · LAB
HomeAIBusinessTechArchive
WARPTECH LAB NEWS

Warptech Lab News aggrega le notizie più rilevanti da oltre 700 fonti internazionali, con classificazione AI, TL;DR sintetici e timeline cluster su singole storie.

Navigazione

  • Home
  • Archivio
  • Editor's Brief
  • Cerca
  • Il tuo account
  • Newsletter tech/AI

Informazioni legali

  • Privacy Policy
  • Termini di servizio
  • Cookie Policy

© 2026 Sparktech S.R.L. — Tutti i diritti riservati. Sito gestito e manutenuto da Sparktech S.R.L.

Sede legale: Corso Libertà 55, 13100 Vercelli (VC), Italia · P.IVA / C.F. 02835910023 · Contatti: admin@warptechlab.com

Home
Storia in 2 fonti

Cuore, una svolta dalla ricerca: ridotto del 36% il rischio di primo infarto

Presentati al 57° congresso ANMCO 2026 i dati dello studio VESALIUS-CV che ridefiniscono l’approccio alla malattia cardiovascolare

Raccontata daliberoquotidiano.itilgiornale.it

Confronto fonti

2 prospettive sulla stessa storia
AI · summaries
ilgiornale.itStai leggendo1 mesi fa

Cuore, una svolta dalla ricerca: ridotto del 36% il rischio di primo infarto

Presentati al 57° congresso ANMCO 2026 i dati dello studio VESALIUS-CV che ridefiniscono l’approccio alla malattia cardiovascolare

originale
liberoquotidiano.it1 mesi fa

Infarto, come far crollare il rischio del 36%: prevenzione, la svolta | Libero Quotidiano.it

Uno studio condotto su oltre 12 mila persone rivela che è possibile ridurre del 36% il rischio di primo infarto. Come? Abbassando se...

Leggi questa versione → originale

Timeline cronologica

  1. sabato 9 maggio 2026·liberoquotidiano.it

    Infarto, come far crollare il rischio del 36%: prevenzione, la svolta | Libero Quotidiano.it

    Uno studio condotto su oltre 12 mila persone rivela che è possibile ridurre del 36% il rischio di primo infarto. Come? Abbassando se...

  2. sabato 9 maggio 2026·ilgiornale.it

    Cuore, una svolta dalla ricerca: ridotto del 36% il rischio di primo infarto

    Presentati al 57° congresso ANMCO 2026 i dati dello studio VESALIUS-CV che ridefiniscono l’approccio alla malattia cardiovascolare