L’avvocata Tatiana Montella, del gruppo legale della Global Sumud Flotilla, spiega che l’ipotesi del reato di tortura si basa su una querela depositata dopo il ritorno in Italia di 36 attiviste e attivisti. Diversi di loro hanno raccontato ai legali e alla polizia di aver subito violenze, minacce, privazione del sonno e divieto di accesso all’acqua mentre erano detenuti in Israele. Secondo la Global Sumud Flotilla la procura di Roma è ora pronta a presentare una rogatoria internazionale a Israele, cioè una richiesta di cooperazione tra autorità giudiziarie, per poter svolgere una serie di accertamenti rispetto ai reati contestati, con l’obiettivo di individuare i responsabili.

Il fascicolo contro ignoti. Gli inquirenti pronti ad inoltrare una rogatoria ad Israele (ANSA)

La Procura di Roma contesta anche il reato di tortura nell'indagine avviata dopo una serie di esposti presentati dai 36 attivisti italiani che hanno preso parte alla Global Sumud…