Attualmente il prezzo di un barile di petrolio (della qualità West Texas Intermediate, che funge da riferimento globale) è intorno agli 88 dollari, circa 76 euro, e negli ultimi giorni il prezzo è cambiato molto: nella notte tra domenica e lunedì aveva addirittura raggiunto i 115 dollari, una cifra che non si vedeva dai primi mesi della guerra in Ucraina. Nel corso di lunedì era sceso a 90 dollari (prima dell’inizio della guerra era intorno ai 62 dollari). I prezzi sono aumentati tanto perché la guerra coinvolge molti dei maggiori esportatori al mondo (oltre all’Iran anche Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait, Qatar e Bahrein), e in diversi casi ci sono stati attacchi diretti alle infrastrutture petrolifere.

Il conflitto tra Stati Uniti e Iran, con la chiusura dello spazio aereo mediorientale e dello Stretto di Hormuz, ha innescato un’impennata senza precedenti dei prezzi dei…

La situazione di incertezza legata alla guerra in Medio Oriente e alla prospettiva che duri ancora per molto ha spinto le quotazioni del petrolio a superare i 100 dollari al…