Migliaia di lavoratori, mobilitati dai principali sindacati argentini, si sono radunati davanti al Congresso a Buenos Aires mentre il Senato discuteva una profonda riforma delle leggi sul lavoro, considerata un pilastro del programma economico “shock” del presidente libertario Javier Milei. La protesta ha paralizzato il traffico nel centro della capitale ed è degenerata in scontri con le forze dell’ordine. La polizia ha utilizzato idranti e proiettili di gomma per disperdere i manifestanti, che hanno risposto lanciando pietre, bottiglie e bombe molotov. Il ministro della Sicurezza, Alejandra Monteoliva, ha riferito dell’arresto di due persone con l’accusa di aver aggredito agenti. I sostenitori della riforma attribuiscono a tasse elevate sul lavoro, a un sistema complesso di indennità di licenziamento e ai contratti collettivi nazionali – che limitano la contrattazione aziendale – la responsabilità di quasi vent’anni di stagnazione dell’occupazione privata.

Trade unions and thousands of supporters express anger in Buenos Aires as Congress considers curbs on right to strike.

È di almeno 37 il bilancio dei manifestanti arrestati durante i violenti scontri scoppiati davanti al Parlamento argentino, mentre il Senato discute la riforma del lavoro promossa…