Nell'Iran prostrato dalla furia sanguinaria del regime c'è chi, tra la popolazione, sta scegliendo di vivere insieme e condividere tutto, per farsi forza. (ANSA)

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"Vorrei chiamare mia zia, sentire la sua voce, ma usare il mio telefono è rischioso anche per lei". La testimonianza di una donna iraniana

Shohreh, 32 anni, era in piazza a Karaj la sera dell’8 gennaio: “Ho visto un anziano tremare a terra, a un certo punto ha smesso di muoversi. A un ragazzo hann…