Quella annunciata dal governo brasiliano lunedì è tecnicamente la seconda fase di un processo più lungo: seguiranno la definizione fisica dei confini di questi territori e la loro approvazione da parte del presidente brasiliano. Questo procedimento è noto tecnicamente come “demarcazione”, e porta al riconoscimento di vari diritti fra cui la possibilità di decidere se consentire o meno attività di sfruttamento minerario o agricolo del territorio: spesso gli abitanti decidono di vietarli. Attualmente le terre indigene coprono un milione e 174 mila chilometri quadrati: quasi quattro volte la superficie italiana, e il 13,8 per cento di quella brasiliana (che è di 8,5 milioni di chilometri quadrati).

Le persone indigene che sono arrivate a Belém un po’ da tutto il Sudamerica chiedono anzitutto di poter essere incluse nelle discussioni della COP e il riconoscimento del diritto…

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