Doveva essere un film su Carmelo Bene, ma poi il regista ha deciso di fuggire dal set ed è diventato un’opera folle e autobiografica sui dubbi e le incertezze degli artisti. Ci dice molto di Franco Maresco Un film fatto per Bene, uno dei cinque italiani in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, al quale il Venerdì in edicola domani dedica la copertina: da Cinico Tv a Belluscone, passando per Totò che visse due volte, ultima pellicola a non ottenere il visto di censura, la cinematografia unica di Maresco, inizialmente in coppia con Daniele Ciprì, è ripercorsa da Emiliano Morreale che è stato con lui su quello strano set e lo ha poi incontrato nella casa di Palermo. Casa che probabilmente Maresco non lascerà per andare a Venezia: «Ho i documenti scaduti e per una specie di blocco non riesco a rifarli…».

Ne è convinto da sempre il regista siciliano. Con alle spalle i cineclub palermitani e Cinico Tv, ora sbarca al Lido in concorso con la sua ultima opera, “Un f…

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