Vent’anni dopo "Non lasciarmi", lo scrittore nato in Giappone rivendica: «Non riusciamo ad accettare il nostro destino, non tanto perché vorremmo vivere più a lungo quanto perché non vogliamo far fronte al dolore». I suoi romanzi ruotano attorno a questa certezza, in scenari completamente diversi. «Emulo Dylan e Kubrik, ma cambio sempre»