Prima donna ad aver vinto il David di Donatello come migliore regista, in "Vermiglio" racconta il passaggio dall’antico al moderno, dal mondo rurale a quello urbano. «Nella famiglia del mio babbo ho respirato molto la dimensione del clan: quando ho iniziato a immaginare il film ho sentito che erano gli ultimi momenti per fermare quel tipo di dimensione comunitaria»