La madre di Adas aveva infatti detto ad amiche e colleghe della figlia di essere in contatto con un avvocato che sosteneva che la donna fosse stata rapita e costretta a prostituirsi da un gruppo di criminali romeni. Nei suoi interrogatori però la madre non aveva menzionato questo avvocato nel tentativo di ottenere la liberazione della figlia fuori dai canali giudiziari. L’avvocato si sarebbe infatti offerto di intercedere con i presunti rapitori per la liberazione di Adas, dando in cambio a questi assistenza legale gratuita: la donna avrebbe dato credito a questa proposta al punto da tenere nascosti i contatti dell’avvocato agli investigatori.

La stanza del residence a Prato abbandonata in gran fretta. L'ipotesi di una banda, i silenzi della madre

L’uomo ha ricevuto un avviso di garanzia: si ipotizza il reato di sequestro di persona dopo il racconto di un'amica della giovane