Due scioperi in pochi giorni nella settimana cruciale prima delle elezioni regionali. I giornalisti del Centro, il quotidiano abruzzese più diffuso, hanno incrociato le braccia il 27 febbraio e il 5 marzo in protesta contro il “silenzio della dirigenza aziendale alle richieste e alle sollecitazioni” della rappresentanza sindacale della redazione (cdr). Un mese fa l’assemblea ha sfiduciato il direttore Piero Anchino – arrivato nel 2017 dopo le dimissioni di Primo Di Nicola – e chiede “un immediato confronto con i due azionisti di riferimento del Centro spa”, cioè Luigi Pierangeli, imprenditore della sanità privata, e Luigi Palmerini, alla cui famiglia fa capo un gruppo delle costruzioni.

L’assemblea la settimana scorsa ha sottolineato che “sono tante e tali le criticità e le problematiche, segnalate sempre in maniera costruttiva e con spirito di collaborazione, che urgono risposte in tempi brevi, indispensabili per far sì che il Centro ed ilCentro.it restino leader in Abruzzo. I giornalisti da tempo fanno sfoggio di professionalità anche di fronte a disposizioni a dir poco discutibili che arrivano dalla direzione, con cui si è ormai spezzato il rapporto di fiducia. Nel tempo il rapporto redazione-direttore si è logorato, la frattura è diventata insanabile e irrecuperabile a tal punto da compromettere irrimediabilmente anche i principi della compatibilità ambientale. Il documento di sfiducia al direttore è stato votato all’unanimità il primo febbraio scorso”.