A Sulmona, per sostenere Luciano D’Amico, candidato presidente per il centrosinistra in Abruzzo, Pier Luigi Bersani viene accolto da grandi applausi. Dopo il tour in Sardegna viene considerato un portafortuna per i candidati di centrosinistra. “Io come la madonna pellegrina, non esageriamo”, scherza con i cronisti l’ex parlamentare dem. Bersani analizza il momento politico partendo dal governo Meloni per giungere al voto abruzzese.

“Si comincia a capire che questa destra ci può portare a sbattere, c’è troppa arroganza e troppa incapacità di concludere qualcosa di positivo. In un anno e mezzo la gente normale ha visto qualcosa di migliorato?”. Per Bersani il filo rosso che lega la Sardegna all’Abruzzo (al voto domenica 10 marzo, ndr) è la sanità. “La Sardegna ha perso cinque o sei posizioni, l’Abruzzo è finito terzultimo” (come rilevato del progetto ‘Le Performance Regionali’ di Crea Sanità, il centro per la ricerca economica applicata in sanità, ndr).

“Vincere in Abruzzo, dopo la vittoria in Sardegna sarebbe importante, ma io vedo qualcosa di più profondo, si sta risvegliando la consapevolezza dell’elettorato del centrosinistra, non è vero che la destra è strabordante. È che gli altri – il centrosinistra – non si sono ancora concepiti come un’alternativa. Adesso, come si vede anche qui in Abruzzo, questa cosa inizia a venir fuori e poi vedremo dove ci porterà. Può portarci a vincere come io penso e spero, ma comunque è un risveglio”.